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25-09-2019

LA NUORA PUO' CONTINUARE AD ABITARE LA CASA ADIBITA A RESIDENZA FAMILIARE NONOSTANTE LO SCIOGLIMENTO DEL VINCOLO CONIUGALE

Con la sentenza n.1004 del 27 febbraio 2019 la VI Sezione della Corte d'appello di Napoli ha ribadito che "il comodato gratuito con destinazione a residenza familiare va qualificato come comodato a termine ex art. 1809 c.c. e sopravvive alla crisi coniugale dei coniugi". 

 

Nel caso di specie l'ex suocera richiedeva il rilascio dell'immobile all'ex nuora e ai tre nipoti che avevano continuato ad abitarvi  nonostante lo scioglimento del vincolo coniugale con il figlio.

La signora sosteneva che aveva concesso detto immobile al figlio in occasione delle nozze e che dunque non spettava più alla nuora ed ai figli proprio a causa della cessazione del suddetto vincolo.

 

Di contro, la nuora opponendosi alla richiesta, sosteneva che il comodato gratuito de quo integrava un comodato con vincolo d'uso, ovvero la destinazione a residenza familiare e che  tale scopo non venisse meno a seguito della crisi coniugale tra i coniugi ma, anzi, continuasse a garantire il diritto alla nuora e ai figli di abitarvi.

 

Il Giudice di primo grado, in accoglimento del ricorso presentato dalla ex suocera, ordinava il rilascio dell'immobile mentre la Corte d'appello, conformandosi alla giurisprudenza maggioritaria, ha qualificato il comodato gratuito in oggetto come comodato a termine, ex art. 1809 c.c..

 

Secondo la Corte d'appello si tratta di un comodato gratuito con termine implicito, determinato dalle esigenze della vita familiare, non correlate alla scadenza di un termine preciso e non pregiudicate dall'eventuale crisi coniugale intercorsa tra i coniugi.

 

Nel caso in cui il comodato di un immobile venga stipulato in favore di un nucleo familiare già formato o in via di formazione, esso assume un carattere vincolato alle esigenze abitative familiari, con la conseguenza che il comodante è tenuto a consentire la continuazione del godimento anche oltre l'eventuale crisi coniugale.

L'unico caso il cui il comodante è legittimato a chiedere la restituzione è quello della sopravvenienza di un urgente ed imprevisto bisogno ai sensi dell'art.1809, comma 2, c.c..

 

Nella fattispecie è risultato  irrilevante lo stato di salute della signora poichè essendo la stessa proprietaria di altri appartamenti, avrebbe potuto tranquillamente sopperire alle proprie esigenze abitative.

Così come irrilevante il termine di vent'anni che la signora affermava fosse stato apposto al comodato e questo perchè nel caso di specie non vi era certezza della data  e quindi non era possibile provarne l'anteriorità rispetto alla concessione avvenuta in occasione del matrimonio.

 

In virtù di tali considerazioni, la Corte d'appello di Napoli ha accolto il ricorso della nuora dichiarando l'esistenza di un contratto di comodato ad uso gratuito con destinazione d'uso alle esigenze abitative familiari.