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18-10-2018

L'USO IMPROPRIO DELLA COSA ESCLUDE LA RESPONSABILITA' DEL CUSTODE

In caso di caduta da un muretto, se il danno è causato da un uso improprio o anomalo di esso da parte del danneggiato, deve escludersi la responsabilità del Comune.

E' quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con ordinanza n.28429 del 28 novembre 2017.

 

Nel caso di specie, i genitori di un minore avevano convenuto in giudizio il Comune a fine di ottenere il risarcimento dei danni subiti dal figlio a seguito di una caduta da un "muretto- marciapiede, privo di protezione, sconnesso e non a norma per la sicurezza degli utenti."

La domanda risarcitoria veniva accolta dal Tribunale di primo grado ma riformata in appello.

Infatti, la Corte d'appello aveva ritenuto che la struttura dalla quale era caduto il minore non costituiva un marcipaiede e non era destinata al transito dei pedoni.

Secondo il giudice di secondo grado "non vi era alcuna prova che il minore infortunato fosse stato costretto a percorrere quel muretto per sottrarsi al rischio costituito dal traffico veicolare". Ai sensi dell'art. 2051 c.c., non si riscontrava nessuna responsabilità in capo al Comune poichè il danno era stato causato da un uso improprio ed anomalo della cosa da parte del minore, sufficiente ad interrompere il nesso di causalità tra la cosa stessa e il danno.

 

Gli attori ritenevano che non vi era stata una corretta applicazione dell'art. 2051 c.c. in quanto era incontestata l'esistenza del rapporto di custodia da parte del Comune sul muretto dal quale era avvenuta la caduta.

Inoltre, dalle prove assunte in corso di causa, era emerso che il muretto non era protetto da parapetti o corrimano e che il minore era stato costretto a salirci proprio per sottrarsi al traffico veicolare.

Per tali motivi, gli stessi  si rivolgevano alla Suprema Corte nella speranza di ottenere l'annullamento della sentenza sfavorevole.

 

La Corte di Cassazione evidenziava che il minore aveva "usato in modo improprio ed anomalo la cosa fonte di danno" poichè lo stesso aveva deciso di camminare su un muretto non destinato al passaggio di persone.

Pertanto, tale comportamento interrompeva il nesso di causalità tra la cosa stessa e l'evento dannoso, escludendo, dunque, la responsabilità del custode, nella specie il Comune.

Alla luce di tali considerazioni, la Corte di Cassazione rigettava il ricorso confermando integralmente la sentenza impugnata e condannando parte attrice anche al pagamento delle spese processuali.