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15-06-2016

IL FIDEIUSSORE PUO' ECCEPIRE IL TASSO USURARIO CONVENUTO DALLA BANCA CON IL DEBITORE GARANTITO

Lo ha stabilito il Tribunale di Trento con sentenza del 1.04.2016 n. 323 accogliendo l'opposizione contro un decreto ingiuntivo a pagare 267.333 euro per scoperto di conto corrente.

Nella suddetta decisione  il tribunale richiama il principio espresso dalla Cassazione (n. 21080/05) secondo cui «il garante, quando assume l'impegno di pagare una determinata somma di denaro in favore del beneficiario della garanzia per il solo fatto che tale soggetto ne faccia richiesta, rinunzia ad opporre eccezioni inerenti al rapporto che lega il debitore principale al creditore, anche se dirette a far valere l'invalidità del contratto dal quale tale rapporto deriva».

Tuttavia tale regola «trova deroga, oltre che in caso di escussione fraudolenta o abusiva della garanzia, anche quando si eccepisce la nullità del contratto principale per contrarietà a norma imperativa ( n. 26262/07)», che, per quanto qui rileva, «è ravvisabile in relazione alle clausole che prevedono un tasso d'interesse usurario e la capitalizzazione trimestrale degli interessi a debito al di fuori dei casi consentiti dalle disposizioni vigenti»

Pertanto, si argomenta in sentenza, «anche a voler ricondurre allo schema negoziale del contratto autonomo di garanzia i contratti allegati al ricorso monitorio, perché recanti l'impegno dei fideiussori a pagare “immediatamente alla Banca, a semplice richiesta scritta”, e ciò in applicazione del principio di diritto secondo cui “l'inserimento in un contratto di fideiussione di una clausola di pagamento “a prima richiesta e senza eccezioni” vede di per sé a qualificare il negozio come contratto autonomo di garanzia, in quanto incompatibile con il principio di accessorietà che caratterizza il contratto di fideiussione, salvo quando vi sia un'evidente discrasia rispetto all'intero contenuto della convenzione negoziale” (n. 3947/10), gli ingiunti vanno comunque ritenuti legittimati a sollevare eccezioni in ordine all'indebita applicazione di interessi anatocistici e all'illecita richiesta di interessi usurari».