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21-06-2019

ECCESSO DI VELOCITA': L'APPARECCHIO DI RILEVAMENTO DEVE ESSERE TARATO

Con sentenza n.1064/2019 il Giudice di Pace di Firenze ha ribadito che l'autovelox va sottoposto a verifiche periodiche di funzionalità, pena l'invalidità di accertamento.

 

Con detta sentenza il Giudice di Pace ha accolto il ricorso avente ad oggetto un verbale di accertamento violazione per superamento dei limiti di velocità rilevato in autostrada per mezzo di autovelox in postazione fissa.

 

Il ricorrente proponeva ricorso al Prefetto ottenendone il rigetto. L'ordinanza - ingiunzione prefettizia veniva così impugnata dinanzi al Giudice di Pace eccependo, altresì, la nullità dell'accertamento effettuato per carenza di prova in ordine alla taratura e idoneità del dispositivo utilizzato per il rilevamento della velocità.

 

In merito si era già pronunciata la Corte di Cassazione rilevando che l'accertamento dell'infrazione non è una generica e approsimata percezione della commissione della violazione, ma il risultato conseguente ad indagini finalizzate a verificare la sussistenza di tutti gli elementi, oggettivi e soggettivi, dell'infrazione stessa.

 

In ordine agli strumenti elettronici di rilevazione della velocità si evidenzia che la taratura è indispensabile per escludere la presenza di errori ricorrenti rispetto ai campioni nazionali riconosciuti per legge al fine di consentire uno standard accettabile di garanzia per il cittadino.

Sul punto, già la Corte Costituzionale con sentenza n.113/2015 ha stabilito che le apparecchiature impiegate per l'accertamento delle violazioni dei limiti di velocità devono essere sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e taratura.

 

Il Giudice di Pace sottolinea l'estrema delicatezza di tali apparecchiature, il cui funzionamento può essere alterato da numerosi fattori quali urti, vibrazioni, cadute, alte o basse temperature, con conseguente necessità di procedere a verifiche periodiche per il mantenimento nel tempo dell'affidabilità delle misurazioni effettuate.

 

Non possono costituire fonti di prova i dati rilevati da apparecchiature munite della sola omologazione e non sottoposte alle verifiche periodiche come nel caso in esame, che la Prefettura ha prodotto semplicemente un attestato di verifica di conformità rilasciato dalla ditta costruttrice.

 

Per carenza di prova il Giudice di Pace di Firenze ha, pertanto,  accolto il ricorso.