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28-10-2019

DELIBERA ASSEMBLEARE ANNULLABILE IN CASO DI MANCATA CONVOCAZIONE DI UN CONIUGE IN COMUNIONE LEGALE

In data 23 aprile 2019, con sentenza n.924 la Corte d'appello di Catania ha disposto "l'annullamento della delibera assembleare gravando sull'amministratore l'onere di aggiornare l'anagrafe dei condomini accertando quale sia il regime patrimoniale tra i coniugi, nel rispetto delle regole previste dall'art. 179 c.c.".

 

La Corte d'appello è giunta alla suddetta decisione richiamando un conslidato orientamento delle Sezioni Unite in virtù del quale la mancata convocazione di uno dei proprietari comporta un vizio di annullabilità e non di nullità della delibera assembleare adottata.

 

La disposizione ex art. 66, terzo comma, disp. att. c.c., nel testo introdotto dall'art. 20, comma primo, della L. n.220 del 2012, prevede espressamente che "in caso di omessa, tardiva o incompleta convocazione degli aventi diritto, la deliberazione assembleare è annullabile ai sensi dell'art. 1137 c.c. su istanza dei dissenzienti o assenti perchè non ritualmente convocati."

 

Nel caso di specie, l'annullamento può essere domandato solo dalla parte nel cui interesse esso è stabilito dalla legge.

 

Non rilevano in senso contrario precludendo la configurabilità del motivo di annullabilità della deliberazione assembleare nè "l'effettuazione dell'avviso di convocazione nei confronti del coniuge convivente e la concreta ricezione di tale avviso da parte del primo né l'avvenuta partecipazione del predetto coniuge all'assemblea condominiale, in quanto egli non ha manifestato, in quella sede, la sua eventuale qualità di rappresentante dell'altro coniuge."

 

Ai sensi degli artt. 1136, sesto comma, c.c. e 66, terzo comma, prima parte, disp. att. c.c. "l'assemblea non può deliberare, se non consta che tutti gli aventi diritto sono stati regolarmente convocati" e l'avviso di comunicazione deve essere comunicato "a mezzo di posta raccomandata, posta elettronica certificata, fax o tramite consegna a mano".